
Relax, man!
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HAI IL DOVERE DI PROTEGGERTI
«Poverino, ha avuto una vita difficile.»
Te lo dici riferendoti a tuo padre, a tuo marito o a tuo figlio, mentre hai ancora addosso la frase con cui ti ha ferita. Vorresti arrabbiarti, magari prendere le distanze. Invece cominci a giustificarlo. Cerchi di capire perché parla così, perché non riesce a capirti o ascoltarti. E quando finalmente arrivi a te, il tuo dolore ti sembra da ridimensionare. «Forse esagero.»
A volte basta dire «questa cosa mi ha fatto male» per sentirti accusata di aver provocato tu la sua reazione. E tu, che conosci le sue ferite, cominci a chiederti se avresti potuto fare qualcosa di diverso. È lì che capire diventa giustificare: trovi una ragione per ciò che ha fatto mentre stai ancora cercando di dare un nome al tuo dolore.
Molte donne imparano presto che essere brave significa tenere insieme, portare pazienza, perdonare. Lo vedono fare in casa sin da piccole, lo sentono ripetere fuori. Il sacrificio diventa una virtù; la rabbia, qualcosa da reprimere. Così cresci e quella voce continua a parlarti anche quando nessuno ti sta chiedendo apertamente di sopportare.
Da bambina, a volte, impari che, quando un uomo ti ferisce, dovresti prima capire le sue ragioni. Crescendo, quel modo di stare nei rapporti, in cui il tuo dolore viene sempre dopo, ti diventa così familiare che puoi ritrovarlo anche nell’uomo con cui condividi la vita e in un figlio che cresce respirando la stessa regola, fino a portarla nel modo in cui si rivolge a te. Così, quando anche lui ti ferisce, dentro di te torna la domanda di sempre: «Dove ho sbagliato, stavolta?»
Quando provi a dirgli che ti ha ferita, cominci a scegliere le parole per non farlo sentire accusato. Spieghi, attenui, precisi che conosci le sue difficoltà. Alla fine sei così occupata a proteggere lui da ciò che potrebbe provare, che ancora una volta lasci da parte ciò che hai provato tu.
Magari le sue ragioni esistono davvero. Può aver sofferto, può aver imparato quel modo di stare al mondo molto prima di incontrarti. Capirlo ti è servito: ti ha aiutata a dare un senso a ciò che vivevi e, forse, a conservare un legame importante. Ma ogni volta che usi quelle giustificazioni per mettere a tacere ciò che senti quando vieni ferita, la tua bambina interiore resta lì, ancora in attesa che qualcuno la difenda e la protegga. La verità è che solo tu adulta, oggi, puoi proteggere quella bambina a cui è stato insegnato a essere comprensiva oltre ogni ragione.
Con la testa sai già di avere il diritto di proteggerti e di farti rispettare. Sai anche che prenderti cura di te e di quella bambina è un tuo dovere. Eppure, appena provi a farlo, arriva la colpa. È lì che capire non è più sufficiente.
Il lavoro con i Fiori di Bach permette di riequilibrare le memorie energetiche in cui risuona ancora quel senso di colpa implicito all’essere donna: la vecchia regola che ti fa sentire buona quando sopporti e cattiva quando scegli rispetto e distanza per te.
Quando queste memorie iniziano a riequilibrarsi e a perdere forza, puoi continuare a vedere la storia dell’altro senza tradire più te stessa. Puoi voler bene e, nello stesso tempo, dare valore a ciò che senti come mancanza di rispetto.
La prossima volta che ti viene da dire «poverino, è fatto così», ascolta anche il pensiero che hai zittito per tutta la vita.




