Apparato Percettivo e Fiori di Bach
Come i Fiori di Bach e la psicosomatica possono aiutare a gestire gli stati d'animo che possono influenzare l'Apparato Percettivo

L’apparato percettivo comprende gli organi di senso che ci collegano al mondo esterno, in quest’ultimo proiettiamo le nostre dimensioni interiori, i nostri segreti, le nostre paure.
I disturbi più frequenti degli occhi sono la miopia e la presbiopia, la prima colpisce da giovani, la seconda in età piuttosto avanzata. Generalmente i soggetti che soffrono di miopia vedono solo ciò che sta nelle loro vicinanze, sono estremamente soggettivi e centrati riguardo la loro opinione (o punto di vista!). Tale limitazione impedisce di conoscersi e di aumentare il proprio livello di consapevolezza, riduce il soggetto a essere piuttosto suscettibile e permaloso. Egli è costretto a considerare ciò che gli è vicino, ma vi è sempre qualcosa che non vuole vedere, cioè se stesso.
La presbiopia colpisce chi, nonostante la grande esperienza di vita accumulata, ha acquisito lunghezza di vedute sul piano fisico ma non su quello psicologico. I presbiti sono tendenzialmente poco flessibili, fissati su idee stereotipate, non particolarmente aperti e vivaci.
Chi è strabico non ha gli assi ottici coordinati e ciò causa la visione di immagini divergenti, cioè si vedono due immagini. Lo strabico vede da un solo occhio, mentre l’immagine del secondo occhio viene repressa. La visione diventa unilaterale. Così come il loro atteggiamento mentale: hanno generalmente una visione unilaterale del mondo, le immagini non sono nitide, si amplifica così la paura e l’ansia per la mancanza di chiarezza sul mondo circostante.
Il glaucoma vieta di vedere ciò che non si vuole sino ad arrivare alla cecità.
Sentire, invece, è un atto meno volontario di vedere: infatti, quando non si vuole vedere qualcosa si può distogliere lo sguardo, ma tappare le orecchie è un gesto molto più esplicito! La capacità di sentire è sovente espressione di obbedienza e sottomissione. Spesso chi non sente bene non vuole obbedire ed è sufficientemente egocentrico per attivare una fuga in tal senso.
La sordità colpisce, statisticamente, i bambini in età tra i 3/4 anni e i 6/7, cioè nell’età in cui si devono assimilare le regole educative e inizia la scuola con i suoi dettami.
La sordità rientra anche nel quadro dei disturbi della vecchiaia e ribadisce la rigidità e l’inflessibilità tipica di molti anziani. Le persone anziane soggette a disturbi dell’udito sono generalmente carenti in capacità di adattamento e poco disponibili al prossimo.
A volte può avvenire che l’udito crolli repentinamente da un orecchio. Tale situazione è un segno di necessità all’ascolto della propria voce interiore. Infatti, solo chi non ascolta se stesso alla fine non potrà ascoltare nemmeno gli altri.
(A cura della dottoressa psicosomatista A. Zanardi)
NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Alternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da © Copyright.
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