Fiori di Bach per gli Stati d'Animo Associati all'Allergia
Il significato psicosomatico dell'Allergia

ALLERGIA: TRA BISOGNO E “INTOLLERANZA”
Osservando le persone allergiche si riconosce una caratteristica sottile ma costante: desiderano la vicinanza, ma temono di lasciarsi attraversare. Sono estremamente sensibili, permeabili, intuitive, capaci di cogliere micro-movimenti emotivi che altri non notano, eppure vivono il contatto come una soglia rischiosa. Cercano calore ma temono di essere travolte; vogliono sentirsi amate ma il corpo risponde come se l’amore fosse troppo vicino. Così starnutiscono quando l’ambiente diventa emotivamente saturo, si irritano quando qualcuno invade il loro spazio, reagiscono quando qualcosa o qualcuno si avvicina oltre quella linea invisibile che protegge un’identità fragile e raffinata. È un paradosso continuo: vogliono esserci, ma non sanno come restare senza perdere sé stesse.
Nella lettura psicosomatica l’allergia parla sempre di un conflitto di confine: desidero l’altro, ma non lo tollero; ho bisogno dell’incontro, ma non posso permettermelo; voglio respirare con te, ma ho paura che tu mi prenda tutto l’ossigeno. È una danza di avvicinamento e fuga, un bisogno infantile di intimità trattenuto da un terrore antico di essere invasi. L’asma manifesta questo gioco nel respiro che si apre e subito si contrae; la rinite porta a galla un pianto che non ha trovato parola; la pelle racconta la paura dell’impatto, del tocco, dell’ingresso dell’altro nel proprio spazio vitale.
Tra le forme più simboliche c’è l’allergia al polline. Il polline è vita che si muove, fertilità allo stato puro, principio creativo che entra in contatto per generare qualcosa di nuovo. Quando il corpo lo rifiuta, spesso racconta la paura della procreazione: paura di impollinare (energia maschile), paura di essere impollinata (energia femminile), paura di mettere incinta o essere messa incinta, paura di dare vita o di permettere che qualcosa, un progetto, una relazione, un bambino, un cambiamento, nasca attraverso di noi. È come se il corpo dicesse: “La vita mi sfiora, ma io non posso ancora farmi toccare da ciò che porta trasformazione”.
Alle radici dell’allergia esiste quasi sempre un imprinting emotivo antico: un contatto troppo brusco, un abbraccio vissuto come invadente, un amore percepito come soffocante, oppure un’assenza che ha lasciato la pelle senza orientamento. La persona ha imparato troppo presto che avvicinarsi può far male o che lasciare entrare qualcuno può mettere in pericolo. Così il corpo costruisce barriere sottili, reazioni automatiche, difese immediate che oggi si manifestano come allergia ma che ieri erano semplici strategie di sopravvivenza. Non è fragilità: è memoria attiva.
Su queste memorie agiscono i Fiori di Bach come rimedi naturali che lavorano sulle frequenze emotive contratte. Gli stati d’animo coinvolti nell’allergia ruotano intorno all’intolleranza che nasconde bisogno, alla difficoltà di accettare parti sensibili di sé, alla vergogna nel mostrarsi, alla paura del contatto e allo stesso tempo alla sofferenza per la distanza. I rimedi agiscono come un riallineamento della coscienza, restituendo elasticità ai confini, sciogliendo l’iperreattività e riportando il corpo a riconoscere che non tutto ciò che entra è un pericolo. È un lavoro che non disciplina la reazione, ma trasforma la frequenza che la genera.
Quando questo movimento interiore si avvia, accadono cambiamenti sottili ma precisi: il corpo smette di rispondere con violenza a stimoli innocui, la tolleranza aumenta, il respiro diventa più ampio, la pelle meno ansiosa, la persona più capace di restare in relazione. L’allergene non viene più letto come minaccia, ma come parte del mondo. È un ritorno alla fiducia biologica.
E mentre la frequenza emotiva si rimodula, il corpo trova nuove modalità di risposta: meno rigide, meno spaventate, più consapevoli. Lavorare sulle cause emotive attraverso i Fiori di Bach permette di ampliare la coscienza, trasformare la propria energia e sciogliere l’antico automatismo del rifiuto. È un cammino in cui il corpo smette di difendersi da ciò che non lo minaccia più e, finalmente, impara ad accogliere la vita senza temerla.
PREMESSA: la descrizione psicosomatica é a cura della dott.ssa Zanardi alla quale sono stati aggiunti da me gli stati d’animo che generalmente sono presenti nelle persone con questo malessere.
I Fiori di Bach indicati di seguito (i nomi per intero dei fiori di Bach si trovano nel libro) hanno lo scopo di indirizzare le persone verso l’inizio di un percorso di consapevolezza emotiva che permetta loro di avere un quadro più completo di se stesse.
Ricordiamo che la regola di base del dottor Edward Bach era: “Cura la persona e non la malattia”.
Lettura Psicosomatica
L’allergia è una reazione difensiva del sistema immunitario verso gli allergeni. Ciò che esprime è la paura dell’individuo verso chiunque, anche verso il proprio partner.
È ambivalente rispetto al desiderio di vicinanza e, contemporaneamente, di allontanamento. Riconosce l’altro per il suo bisogno di intimità, ma allo stesso tempo lo tratta come un estraneo.
Generalmente il soggetto soffre di conflitti irrisolti e profondi stati di paura, angoscia, panico. L’asmatico fluttua fra il bisogno d’amore e i suoi complessi di inferiorità e bisogni di compensazione. Chi soffre di rinite allergica, piange attraverso il naso, in modo rabbioso e impotente. Pare allontanare i piaceri della vita, ivi compresi quelli sessuali.
Le allergie riguardanti la pelle hanno a che fare con il contatto, la comunicazione, l’esser toccati. Il linguaggio della malattia dice “non mi toccare perché ho paura dell’incontro con te e se proprio vuoi mi tocchi anche se sono così repellente!”. È difficile delineare il profilo di un allergico, poiché le manifestazioni sono soggettive.
Fiori di Bach Associati
Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’allergia è rappresentato dall’essenza B., in corrispondenza all’intolleranza e all’ipercriticismo che vanno in conflitto con il bisogno dell’oggetto per cui provano “allergia”. Un esempio chiaro è quello in cui una persona manifesta attacchi allergici nell’ambiente lavorativo, pur necessitando di quel lavoro; un altro esempio sono le crisi allergiche di un bambino che vive in modo conflittuale il rapporto con la propria madre di cui, ovviamente, ha bisogno. Ecco come l’essenza S. può aiutare gli allergici a trovare il giusto equilibrio tra l’oggetto per il quale provano intolleranza e bisogno contemporaneamente.
L’essenza C. A., invece, riguarda la sfera della non accettazione di sé e della vergogna, oltre a costituire l’essenza idonea alla “purificazione”; la sua assunzione, quindi, aiuta sia l’accettazione di sé, sia la depurazione della pelle.
Applicazione locale
una crema prescritta con precisione non è possibile senza osservare la manifestazione allergica, ma è certo che aggiungere a una crema base queste essenze, può solo apportare beneficio: C. B. (purificazione), B. (prurito, intolleranza),
V. (se l’allergia tende a estendersi ed è arrossata e calda) e S. of
B. (cicatrizzazione).
NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Alternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da © Copyright.
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