Ipertensione e Fiori di Bach

Come i Fiori di Bach e la psicosomatica possono aiutare a gestire gli stati d'animo presenti in chi soffre di Ipertensione

IPERTENSIONE: IMPLOSIONE EMOTIVA

Non è il mondo a correre troppo: sei tu che vivi con un ritmo interiore che non trova mai riposo. L’ipertensione, sul piano emotivo, parla proprio di questo: la sensazione costante che tutto debba accadere subito, che non ci sia tempo da perdere, che se rallenti anche solo un istante rischi di rimanere indietro o di perdere il controllo. Dentro di te il ritmo accelera, sempre un passo più veloce di quanto vorresti ammettere. Il tempo che stringe.

Quando questa velocità non trova sbocco nell’azione, resta chiusa dentro come una pentola in ebollizione. Continui a creare pensieri, immagini, scenari. Ti riempi di idee, di intuizioni, di impulsi, ma spesso non puoi trasformarli in movimento. Così la pressione cresce. È come premere il coperchio mentre l’acqua bolle: tutto vibra, tutto spinge, tutto preme. Ritmo senza sfogo.

Eviti il conflitto, anche quando lo vedi chiaramente. Non affronti, non scappi: devii l’attenzione. Parli d’altro, fai altro, ti concentri su mille cose per non toccare il punto dolente. Così la tensione resta dentro, compressa, sempre lì, in attesa che tu la guardi. È un modo elegante di proteggerti, ma a lungo andare ti logora. Pressione trattenuta.

Questa dinamica non nasce oggi. Porta la memoria di un’infanzia vissuta sotto richieste che non erano le tue: dover essere come gli altri volevano, percorrere strade che non desideravi, adeguarti a ritmi e aspettative che non sentivi tue. Hai imparato presto a funzionare, non a sentire. A rispondere, non a scegliere. Quella bambina che doveva fare “bene e subito” vive ancora in te. Antiche costrizioni.

E c’è un altro filo nascosto: la paura di perdere il controllo. Di non riuscire a gestire il caos, di non reggere il peso delle emozioni, di non farcela se ti fermi. È questa paura che accelera il ritmo, che ti spinge a fare, fare, fare. È lei che rende intollerabile la lentezza, che ti fa sentire in ritardo anche quando sei in anticipo, che ti porta a percepire come spreco qualunque momento che non sia produttivo. Controllo interiore.

Poi ci sono quei pensieri che non mollano. Tornano uguali, sempre gli stessi. Ripassi mentalmente situazioni, rivedi parole, rianalizzi errori. E a volte li ripeti: non perché non impari, ma perché quella parte di te che corre non ti lascia mai davvero integrare ciò che vivi. Così gli schemi si ripresentano, gli stessi passi, gli stessi inciampi, lo stesso ritmo accelerato che non fa in tempo a vedere cosa stai provando davvero. Cicli che si ripetono.

Tutto ciò che riguarda la salute fisica appartiene ai medici, e va sempre seguito con serietà. Qui ci muoviamo su un altro piano: quello emotivo. È il luogo in cui porti ciò che trattieni, ciò che non dici, ciò che non rallenti. È qui che i Fiori di Bach possono sostenerti, non per il corpo ma per gli stati d’animo: ti aiutano a distendere il ritmo interno, a sciogliere la pressione mentale, a dare fiato a una parte di te che non ha mai avuto il permesso di respirare. Riequilibrio del ritmo.

E quando inizi a riconoscere che la vera pressione non viene dagli impegni ma da ciò che senti di dover essere, qualcosa si ammorbidisce. Il tempo smette di rincorrerti, la mente lascia spazio, il corpo ti parla in modo più chiaro. E tu inizi a desiderare una vita che non ti consumi, ma ti accompagni. Una vita che non devi inseguire, ma puoi finalmente vivere.

 

PREMESSA: la descrizione psicosomatica é a cura della dott.ssa Zanardi alla quale sono stati aggiunti da me gli stati d’animo che generalmente sono presenti nelle persone con questo malessere.
I Fiori di Bach indicati di seguito (i nomi per intero dei fiori di Bach si trovano nel libro) hanno lo scopo di indirizzare le persone verso l’inizio di un percorso di consapevolezza emotiva che permetta loro di avere un quadro più completo di se stesse.
Ricordiamo che la regola di base del dottor Edward Bach era: Cura la persona e non la malattia.

Lettura Psicosomatica

La pressione alta è un disturbo molto frequente. Più è alta la pressione sanguigna, maggiori sono le difficoltà per il cuore, che dovrà costantemente pompare contro un’elevata resistenza. In questo modo il muscolo cardiaco si logora e si indebolisce.
Conseguenze frequenti dell’ipertensione sono ictus cerebrali e infarto. I sintomi complementari sono il mal di testa, vertigini, stanchezza elevata e uno stato di generale malessere.

Chi soffre di pressione alta, generalmente produce pensieri o immagini mentali di continua eccitazione, creatività, necessità dinamica. Se non li può tradurre in azione, resta continuamente “sotto pressione”, come una pentola in ebollizione il cui coperchio soffoca i movimenti dell’acqua fino allo straripamento irrimediabile e incontrollato. Anche l’iperteso, come l’ipoteso, evita il conflitto e, pur riconoscendone le dinamiche, non arriva mai alla soluzione diretta: devia la propria attenzione su vari oggetti che distraggono sia lui sia il suo interlocutore.

L’ipoteso per evitare il conflitto si chiude in se stesso e si “ritira” nell’inconscio; l’iperteso si butta nell’azione, nel super dinamismo. Il soggetto iperteso ha vissuto la propria infanzia e adolescenza sotto tensione “costretto” dai genitori, dalla vita in collegio o a intraprendere un percorso scolastico diverso da quello che desiderava.

Non ha ricevuto coccole o gratificazioni, è stato in qualche modo alienato da se stesso. Ha incarnato i desideri genitoriali, non i propri, e ha dovuto adeguarsi a situazioni che avrebbe volentieri evitato. Statisticamente parlando, le donne soffrono più di pressione bassa, mentre gli uomini di pressione alta. L’aggressività repressa che si cela dietro l’ipertensione, viene canalizzata da un buon autocontrollo che, però, se non viene monitorato e condotto alla consapevolezza della propria espressività, può portare a patologie cardiache.

Fiori di Bach Associati

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’ipertensione corrisponde all’essenza floreale I., il cui principio fondamentale si riferisce a un ritmo interiore elevato, ossia la tendenza inconsapevole di voler realizzare e ottenere tutto subito.

L’impossibilità di non poter raggiungere tale obiettivo nei tempi soggettivamente congeniali, crea un elevato stato di tensione emotiva; questo stato d’animo protratto nel tempo genera uno stato d’ansia, che può sfociare a livello somatico nell’ipertensione; la persona ipertesa si sente sempre sopravvalutata, ma non vuole cedere alle troppe tensioni, così non si da né alla fuga, né all’attacco, generando un conflitto interiore, che si manifesta con l’ipertensione .

Questo stato d’animo può estendersi in altri stati quali la tensione relativa ai pensieri e alle immagini ripetitivi, non desiderati W.C., la compulsività a ripetere gli stessi errori dai quali non impara C.B., la repressione volontaria della propria emotività C.P., l’eccessivo desiderio di riconoscersi nel lavoro, rendendolo uno stakanovista che non conosce riposo.

 

NOTA BENEQuesto testo è tratto dal libro Alternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da © Copyright.
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