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6 Ottobre 2026Fiori di Bach, frequenza e risonanza
NON BASTA PENSARE POSITIVO
«Pensa positivo e attirerai cose positive.»
Se fosse così semplice, saremmo tutti ricchi, sani e belli.
Desideri più soldi, immagini il conto in banca che cresce, ripeti ogni mattina che meriti l’abbondanza. Eppure, dentro, continui a vibrare sulla frequenza di quella memoria antica che ti dice di accontentarti, di non chiedere troppo, che avere di più sia qualcosa che non meriti.
Allora cosa sta entrando in risonanza con la tua realtà: il pensiero che ripeti o la frequenza del tuo campo?
È qui che, secondo me, la legge di attrazione viene spesso interpretata in modo fuorviante.
Io preferisco parlare di risonanza.
Pensa a un diapason. Lo fai vibrare e un altro diapason accordato sulla stessa frequenza vibra per risonanza. Nessuno dei due ha pensato positivo. Semplicemente, una frequenza ne ha incontrata un’altra accordata sulla stessa nota.
Noi siamo molto più complessi di un diapason, naturalmente. Eppure questa immagine racconta bene ciò che intendo quando parlo di risonanza del nostro campo energetico.
Puoi pensare «voglio essere amata», mentre dentro di te continua a vivere la memoria di un amore che bisogna meritare. Puoi desiderare abbondanza mentre senti che ricevere ti mette a disagio. Puoi ripeterti «sono al sicuro» mentre una parte profonda di te continua a vivere nella paura.
Il pensiero dice una cosa. Ciò che vibra dentro di te ne racconta un’altra.
Ed è questo il punto che mi interessa della cosiddetta legge di attrazione: per cambiare ciò con cui entriamo in risonanza, non basta cambiare ciò che pensiamo. Occorre trasformare ciò che, dentro di noi, continua a vibrare secondo una vecchia memoria.
È anche il modo in cui agiscono i Fiori di Bach.
Le essenze floreali non agiscono grazie al principio attivo di una molecola, come accade per un farmaco. Nel metodo di Bach, l’acqua riceve l’impronta energetica del fiore. È questa informazione, sotto forma di frequenza, che entra in contatto con il nostro campo.
Non si parla quindi di un Fiore che “porta” coraggio a chi ha paura. La sua frequenza agisce piuttosto come un diapason: è la frequenza alterata della memoria emotiva che entra in risonanza con quella del Fiore e può così ritrovare il proprio equilibrio.
Ed è qui che cambia completamente la prospettiva.
Se dentro di te continua a vivere la paura, puoi passare la giornata a ripeterti che non hai paura, ma la memoria emotiva non cambia perché reciti un mantra.
È la frequenza interiore che influenza il modo in cui entri in relazione con la realtà e, contemporaneamente, determina ciò con cui puoi entrare in risonanza. Se dentro di te continua a vibrare la memoria di doverti accontentare, quella frequenza diventa il tuo “accordo” con la realtà.
Quando la frequenza di quella memoria comincia realmente a trasformarsi, cambia il modo in cui senti, guardi, scegli, reagisci. E cambia anche ciò con cui entri in risonanza.
Non si tratta allora di convincere l’Universo a darti quello che vuoi, ma di chiederti: con che cosa sto risuonando, mentre dico di desiderare altro?




