
Paura del giudizio altrui
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Relax, man!
23 Settembre 2026Riscoprirsi con i fiori di Bach
“SONO FATTO COSÌ”
Quante volte lo diciamo come se fosse l’ultima parola su di noi?
A volte serve a mettere un confine: ho diritto al mio modo di essere, anche se tu vorresti che fossi diverso. E quel diritto va rispettato.
Ma quando lo dici a te stesso, ti lasci ancora la possibilità di cambiare?
Possiamo essere così convinti di conoscerci da smettere di scoprirci. Finiamo per credere che ciò che sentiamo oggi ci definirà per sempre. Persino una reazione che ci fa soffrire può sembrarci intoccabile: «È il mio carattere».
E se cambiasse, chi saresti?
Ci sembra che nessuno possa conoscerci meglio di noi. Cambiare può sembrare una smentita di ciò che abbiamo difeso per anni. Quasi dovessimo ammettere che chi voleva correggerci aveva ragione.
Forse, in passato, abbiamo dovuto lottare per essere accettati. E ora persino un cambiamento che desideriamo può sembrarci una resa.
Eppure puoi scegliere di crescere per te, per amore nei tuoi confronti. Il senso di quel cambiamento ti appartiene.
Una parte del nostro modo di essere si forma nel periodo educativo. Impariamo come esprimerci, cosa trattenere, quali risposte ci fanno sentire accolti. Nel tempo, alcuni adattamenti diventano così familiari da sembrarci la nostra natura.
Per questo trovo preziosa questa domanda: «Il tuo modo di essere appartiene davvero alla tua autenticità?».
In questi trent’anni di professione ho incontrato persone rassegnate a convivere con parti di sé che consideravano come il proprio carattere. Durante il percorso con i Fiori di Bach le vedevo stupirsi dei propri cambiamenti, di ciò che riuscivano a esprimere, degli obiettivi raggiunti che fino al giorno prima sembravano chimere. Si scoprivano capaci di qualcosa a cui avevano dovuto intimamente rinunciare.
Nel mio sito sono raccolte centinaia di testimonianze che raccontano questi cambiamenti di vita.
Mi colpisce pensare che quelle possibilità fossero state considerate irraggiungibili proprio dalle persone che poi le hanno vissute con meraviglia.
E forse anche tu, dietro un «sono fatto così», hai lasciato qualcosa di incompiuto che ti appartiene?




