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MA VAI A LAVORARE
«Se tutti mi dicono che sto sbagliando, chi sono io per pensare di avere ragione?»
Me lo sono chiesto molte volte.
Quando scelsi di dedicarmi alla floriterapia, ero ancora poco conosciuta. Guadagnavo poco e dovevo provvedere da sola a una casa, un figlio piccolo e tre animali. Per questo facevo anche altri lavori.
Intorno a me sentivo ripetere:
«Ma vai a lavorare.»
«I Fiori falli nel tempo libero. Quello può essere un hobby.»
Ciò che sentivo come la mia strada veniva trattato come un capriccio.
Per chi mi circondava, volere il mio bene significava spingermi verso un lavoro sicuro e uno stipendio fisso.
Per me, relegare la floriterapia al tempo libero significava tradire ciò che la mia anima mi chiedeva di esprimere.
Il problema era che le difficoltà economiche esistevano davvero.
Non potevo liquidare quelle parole come assurde. Non avevo ancora risultati capaci di dimostrare che quella scelta mi avrebbe portata all’indipendenza economica.
Ed era proprio questo a rendere il dubbio così potente.
Ogni volta che qualcuno disapprovava la mia scelta, la sua paura entrava nella mia mente vestita da buon senso.
Dentro di me continuavano a ripetersi gli stessi pensieri:
«Forse hanno ragione loro.»
«Forse sto inseguendo qualcosa che non diventerà mai un vero lavoro.»
«Forse dovrei arrendermi.»
La parte più difficile non è stata lavorare tanto. È stata distinguere le difficoltà reali dalla paura degli altri che, a forza di ascoltarla, avevo cominciato a sentire come mia.
Una parte di me vedeva i problemi. L’altra sapeva.
La vera guerra era tutta lì.
Credere in me stessa non significava avere la certezza che ce l’avrei fatta. Nessuno poteva garantirmelo.
Significava smettere di considerare la disapprovazione degli altri una prova del fatto che stessi sbagliando.
Con i Fiori di Bach, per i quali proverò sempre un’immensa gratitudine, ho lavorato sulle memorie emotive che trasformavano ogni giudizio in una sentenza e mi facevano perdere fiducia in ciò che sentivo.
Giorno dopo giorno, ho iniziato a distinguere meglio la realtà dalla paura che mi era stata consegnata dagli altri.
La mia anima non ha aspettato che la paura scomparisse. Se l’è presa a braccetto e ha continuato a camminare, dritta e solenne.
Credere in me ha significato affrontare i problemi senza abbandonare me stessa.
E quindi ti chiedo: quello che oggi ti sta fermando è davvero la realtà o la paura di qualcun altro che hai scambiato per tua?




