
E se non fosse la realtà?
24 Agosto 2026
Libera di scegliere, me.
24 Agosto 2026Fiori di Bach e trasformazione affettiva
SE CAMBI FREQUENZA, CAMBIA LA REALTÀ
Prima di uscire dalle mie dinamiche di dipendenza affettiva, sono stata convinta, anzi sicura, di amare coloro che credevo sarebbero stati i miei compagni di vita. Spoiler: non lo erano.
E probabilmente, in quel momento, li amavo davvero per quello che allora ero capace di intendere come amore.
Solo dopo ho capito che, insieme a ciò che amavo, c’era quasi sempre qualcosa che avrei voluto cambiare: il modo di reagire, certe fragilità, certe distanze, alcuni aspetti del carattere che facevano attrito con me.
Con il lavoro di autocoscienza emotiva, la domanda è diventata un’altra: quanto amavo quelle persone e quanto, invece, la versione che immaginavo potessero diventare?
Amavo la loro dolcezza e desideravo meno fragilità. La loro testa e tolleravo poco il bisogno di solitudine. Il loro fuoco, purché restasse dentro confini che mi facessero sentire al sicuro. Ogni volta avevo scelto una persona e poi, senza accorgermene, avevo aperto un cantiere abusivo sul suo modo di essere.
Credevo di volerli aiutare a migliorare, mentre cercavo di renderli più compatibili con me. Perché amare qualcuno e saperlo amare per ciò che è sono due cose molto diverse.
La loro distanza toccava la mia paura. La loro indipendenza pungeva il mio bisogno di controllo. La loro lentezza irritava la mia urgenza. E così il problema sembrava diventare il loro carattere, mentre ciò che chiedeva attenzione era quello che quelle persone risvegliavano dentro di me.
Ed è stato riconoscendo questo meccanismo in me che ho iniziato a vederlo con molta più chiarezza anche nelle dinamiche affettive.
È un meccanismo molto più comune di quanto sembri: spesso cerchiamo di modificare nell’altro proprio ciò che mette in movimento qualcosa dentro di noi.
Nel lavoro con i Fiori di Bach, il passaggio centrale è arrivare alla memoria emotiva che alimenta quella reazione e trasformarne la frequenza. Quando quella frequenza cambia, cambia anche il bisogno di correggere, trattenere o modellare l’altro per sentirsi al sicuro.
A quel punto puoi vedere la persona per ciò che è e scegliere con maggiore chiarezza se restare oppure andare via. Senza potarla finché entra nel tuo vaso.
E allora la domanda più scomoda diventa questa:
riesco ad amare questa persona anche se resta esattamente com’è?




