
Capire non basta
24 Agosto 2026
E se non fosse la realtà?
24 Agosto 2026Fiori di Bach per scegliere liberamente
QUALE LIBERTÀ?
C’è una cosa che mi ha sempre lasciata perplessa dell’essere umano: il bisogno di farsi dire quando e come vivere.
Ci sono giorni in cui bisogna lavorare, giorni in cui bisogna riposare, periodi in cui andare in vacanza e date precise in cui essere felici, festeggiare, mangiare insieme, divertirsi.
E già questo mi sembra abbastanza assurdo.
Ma ciò che mi fa davvero rabbrividire è quanto siamo diventati bravi a spiegare perché sia giusto così.
Sin da bambina avevo un rapporto piuttosto conflittuale con tutto ciò che era “comandato”.
Non mi piaceva andare a scuola e ricordo un pensiero che allora mi sembrava di una logica semplicissima, probabilmente ingenua: se mamma e papà hanno fatto una bambina, perché devono lasciarla ad altri per gran parte della giornata per andare a lavorare e guadagnare i soldi necessari a mantenerla?
“Devo lavorare, altrimenti come faccio a comprarti le cose?”
E io pensavo: ma che senso ha?
Sono passati più di cinquant’anni e, con qualche argomentazione adulta in più, continuo a farmi la stessa domanda.
Ci affanniamo per mesi e poi, quando arriva agosto, intere città si svuotano contemporaneamente perché finalmente è arrivato il momento ufficialmente concesso per riposare.
A Natale dobbiamo festeggiare. A Capodanno divertirci. D’estate riposare.
Poi incontri chi ha lasciato il lavoro, attraversato la paura e seguito ciò che sentiva fino in fondo. Magari se n’è andato a vivere in mezzo alla natura, costruendosi un’esistenza più autonoma, lontana dai ritmi che gli erano stati consegnati.
Non significa che quella debba essere la vita di tutti.
Significa però che qualcuno, a un certo punto, ha smesso di pensare che l’unica vita possibile fosse quella già decisa.
Forse sono io ad avere qualcosa che non funziona e vivo davvero in un mondo parallelo.
Perché continuo a pensare che vivere dovrebbe significare avere tempo per sé, per manifestare il proprio essere, il proprio talento, seguire il proprio ritmo, dare spazio a ciò che si sente e poter scegliere una parte sostanziale delle proprie giornate per i propri cari.
E invece, la maggior parte di noi, passa la vita ad amministrarla, aspettando il momento in cui finalmente potrà viverla.
E tu cosa ne pensi?




