
Come trasformare le memorie emotive
31 Luglio 2026
Quale libertà?
24 Agosto 2026Fiori di Bach e trasmutazione della memoria emotiva
CAPIRE NON BASTA
Ho fatto tre percorsi di psicoterapia e da mesi penso di iniziarne un quarto.
L’ho fatto perché avevo bisogno di qualcuno che mi facesse da specchio. Ci sono parti di noi che, proprio perché ci viviamo dentro, facciamo una fatica enorme a vedere da soli.
La psicoterapia mi ha aiutata a riconoscere dinamiche, difese, cause. Ma nel mio percorso ho scoperto una cosa fondamentale: capire perché sento qualcosa non significa averla trasformata.
Posso sapere perfettamente da dove arriva una paura e continuare ad averla.
Posso capire perché reagisco sempre nello stesso modo e ritrovarmi, alla situazione successiva, a reagire ancora così.
Perché una cosa è aver compreso con la mente. Un’altra è ciò che continua a risuonare nel corpo emotivo.
Provo a spiegarlo nel modo più semplice possibile.
Immagina una memoria emotiva come una nota che continua a suonare dentro di te.
È successo qualcosa che ha lasciato paura? Quella memoria continua a “suonare paura”. E quando nel presente incontri qualcosa che le assomiglia, anche solo vagamente, quella nota riparte.
La mente può dirti: “Adesso è diverso”.
Ma dentro senti ancora la stessa stretta.
È su quella nota che lavoro con i Fiori di Bach.
Nel mio approccio, attraverso il colloquio, individuo quale memoria sta ancora risuonando e scelgo i Fiori corrispondenti alla frequenza emotiva da riequilibrare.
Detto ancora più semplicemente: prima troviamo quale corda è rimasta scordata, poi lavoriamo proprio su quella, riaccordandola.
Quando cambia il modo in cui quella memoria risuona, cambia anche ciò che produce.
Una paura può lasciare spazio alla fiducia. Il bisogno al senso di pienezza. L’insicurezza a una percezione diversa di sé.
E allora il pensiero cambia come conseguenza.
Non devo più ripetermi cento volte “non devo avere paura”, perché quella paura non ha più la stessa risonanza dentro di me.
È questo che chiamo trasmutazione della memoria emotiva.
La comprensione mi permette di vedere dove lavorare. La trasformazione avviene quando la frequenza di quella memoria, registrata nel corpo emotivo, cambia e ciò che prima mi governava può finalmente esprimersi in modo armonico.
È il lavoro che continuo a fare su di me ed è lo stesso che faccio con le persone che seguo.
Perché per me il percorso interiore non consiste soltanto nel conoscersi.
Consiste nel vedere, com-prendere e poi trasformare.
Ancora e ancora.
Fino all’ultimo respiro.




