
“Son fatto così”
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24 Settembre 2026Fiori di Bach e bisogno di perfezione
RELAX, MAN!
Ti laurei con 110. Gli altri si congratulano, tu sorridi, ringrazi. Poi, appena resti solo, ripensi alla domanda a cui avresti potuto rispondere meglio. Avresti potuto prendere 110 e lode.
Poi raggiungi quella posizione lavorativa a cui puntavi da anni. Ricevi i complimenti, ma dentro di te scatta nuovamente l'insoddisfazione dovuta alla tua segreta brama di perfezione.
Hai dedicato tempo, energie e rinunce a quel risultato. Lo sai quanto ti è costato. Eppure la soddisfazione dura poco: la tua attenzione è già andata a quel piccolo spazio tra ciò che hai ottenuto e ciò che avresti potuto raggiungere.
Ti succede anche altrove. Segui un regime alimentare con una costanza che gli altri ammirano. Se ritieni che un alimento ti faccia bene, riesci a mangiarlo persino quando lo detesti. Ti alleni anche nei giorni in cui ne hai poca voglia. E quando qualcuno ti dice di essere meno severo con te stesso, provi fastidio: quella disciplina ti ha dato risultati, perché dovresti rinunciarci?
Il punto è che ogni traguardo sembra chiedertene subito un altro. Se fai bene, potevi fare meglio. Se per una volta raggiungi esattamente ciò che volevi, trovi un nuovo dettaglio da correggere. Ti concedi appena il tempo di arrivare prima di ricominciare a misurare la distanza dalla persona che vorresti essere.
Forse è anche per questo che ti importa tanto mantenere la parola data a te stesso. Ogni rinuncia ti conferma che sei capace di fare ciò che altri non farebbero. E, senza bisogno di dirlo apertamente, speri che qualcuno se ne accorga. Che il tuo modo di vivere possa diventare un esempio.
A volte questa esigenza nasce molto prima degli esami, della dieta o della palestra. Forse non ti sei sentito abbastanza visto; forse da te si pretendeva sempre qualcosa in più. Potresti aver imparato che impegnarti fino in fondo era il modo più sicuro per ricevere approvazione. Non so se questa sia la tua storia. So che, quando il valore di ciò che fai dipende sempre dal risultato successivo, anche un successo pieno può lasciarti insoddisfatto.
Così la disciplina, che ti ha aiutato a costruire tanto, comincia a chiederti continuamente una prova. E tu gliela dai: un’altra rinuncia, un altro obiettivo, un altro sforzo. Intanto diventa difficile fermarti a sentire che cosa ti piace, che cosa ti nutre, quanto sei già riuscito a fare.
Forse desideri continuare a puntare in alto e, insieme, riuscire a goderti quel 110 e, anni dopo, la posizione lavorativa che hai raggiunto. Mangiare qualcosa perché ti fa piacere. Riposare senza trasformare anche il riposo in una regola da seguire bene. Con i Fiori di Bach si può lavorare su quella spinta interiore che sposta sempre più avanti il momento in cui ti sentirai abbastanza: perché i tuoi obiettivi possano continuare a darti una direzione e i risultati raggiunti possano finalmente darti anche soddisfazione.




