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31 Agosto 2026
Le risposte che arrivano dopo
4 Settembre 2026Fiori di Bach e legami emotivi
LO RIVOGLIO. E MI VERGOGNO.
«Se mi avesse cercata, probabilmente sarei tornata.»
L’ho pensato anch’io. Più di una volta.
Sapevo che quella persona non era adatta a me. Conoscevo il dolore che mi aveva fatto vivere. La mia mente aveva capito perfettamente.
Eppure, quando la relazione finiva, una parte di me continuava a volerla indietro.
E questo mi faceva rabbia.
Mi vergognavo di stare ancora male. Di piangere per qualcuno che razionalmente sapevo non essere giusto per me. Mi sentivo fragile, incoerente, quasi complice della mia stessa sofferenza.
Mi dicevo: «Hai capito tutto. Allora perché non riesci a lasciarlo andare?»
Oggi conosco la risposta.
Io non rivolevo davvero lui. Rivolevo il mio calmante emotivo.
Rivolevo la sua presenza, anche se malsana, perché teneva a bada qualcosa di molto più antico: la mia angoscia di abbandono.
Finché lui c’era, la memoria emotiva della bambina che si era sentita abbandonata restava silenziosa. Non perché fosse guarita, ma perché aveva trovato qualcuno a cui aggrapparsi.
Era un male minore.
Meglio una presenza che mi faceva soffrire che l’angoscia provocata dalla sua assenza.
Quando la relazione finiva, quindi, non perdevo soltanto una persona. Perdevo ciò che, fino a quel momento, aveva tenuto sotto controllo la mia angoscia.
La mia mente vedeva un uomo inadatto. La mia memoria emotiva riconosceva in lui qualcosa di familiare e, semplicemente attraverso la sua presenza, si sentiva protetta dall’abbandono.
La vera guerra era tutta lì.
Una parte di me sapeva. L’altra supplicava.
E più cercavo di impormi di dimenticarlo, più mi arrabbiavo con me stessa perché non ci riuscivo. La vergogna aggiungeva dolore al dolore, ma non spezzava il legame. Lo rendeva soltanto più clandestino.
È anche su queste memorie che ho lavorato con i Fiori di Bach: non per convincermi che quell’uomo fosse sbagliato. Questo lo avevo già capito.
Ho lavorato sulla memoria che aveva ancora bisogno della sua presenza per non sentire l’abbandono.
Tu rivuoi davvero lui o lei, oppure rivuoi il modo in cui la sua presenza teneva a bada la tua angoscia?




