
Responsabile di un’anima
27 Agosto 2026
Credi in te
31 Agosto 2026Fiori di Bach e memorie emotive
LA PAURA CHE TI ASPETTA NEL BUIO
Ci sono paure che pensiamo di aver superato solo perché siamo cresciuti.
Da bambino avevi paura del buio?
Magari chiamavi tua madre, lasciavi la porta socchiusa, chiedevi una lucina. Alcuni bambini potevano infilarsi nel letto dei genitori e sentirsi al sicuro.
Altri quella paura la dovevano attraversare da soli.
Io ero tra quelli.
Dai due anni in poi dormivo da sola, nella mia stanza, al buio. Ed ero terrorizzata.
Ricordo ancora molto bene quell’angoscia. Non una semplice paura del buio, ma quella sensazione che saliva quando arrivava la sera e diventava sempre più forte avvicinandosi al momento di andare a dormire e che durava tutta la notte.
Poi cresci.
Io sono cresciuta, sono diventata adulta e, come succede a tante persone, per anni ho dormito accanto a qualcuno.
E senza nemmeno rendermene conto, quella presenza era diventata anche una specie di coperta di Linus.
La paura sembrava sparita.
In realtà, quell’angoscia era ancora lì.
Pur essendo presente in me da allora, ne ho preso lucida coscienza solo in queste ultime settimane di vacanza, periodo in cui ho potuto ascoltare con più attenzione quella sensazione che cominciava a salire dopo il tramonto.
Durante il giorno stavo bene. Poi arrivava la sera e qualcosa cambiava.
Più si avvicinava il momento di andare a dormire, più quell’angoscia diventava forte.
E a un certo punto l’ho riconosciuta.
Era lei.
La stessa angoscia di allora.
Quella bambina era cresciuta da più di cinquant’anni, la stanza era diversa, la vita era diversa, io ero diversa.
Eppure quella memoria era ancora lì, registrata nel corpo emotivo, e continuava a risuonare alla stessa frequenza.
A quel punto ho fatto ciò che faccio anche nel mio lavoro: invece di fuggire da quella memoria, ci sono entrata.
L’ho attraversata.
Per qualche istante l’ho rivissuta, permettendomi di sentire fino in fondo ciò che quella bambina aveva sentito allora.
Poi ne ho preso coscienza con la lucidità dell’adulta che sono oggi.
E da quella posizione ho potuto prendere distanza: vedere quella paura, riconoscerne l’origine e comprendere che apparteneva a un tempo che era finito.
Ed è proprio su quella memoria che ho scelto i Fiori di Bach con cui lavorare per trasformarne la frequenza.
La sera li metto in una tazza d’acqua e li sorseggio lentamente durante la serata, quasi fosse una tisana.
E qualcosa sta cambiando.
La notte adesso scorre tranquilla.
Quell’angoscia che conoscevo da tutta la vita sta perdendo forza. Giorno dopo giorno la sento placarsi, trasformarsi.
La memoria esiste. Quello che può cambiare è la frequenza con cui quella memoria continua a vivere dentro di noi.
Ed è proprio nella trasformazione di quella frequenza che qualcosa smette progressivamente di appartenere al presente e può finalmente tornare al suo posto: nel passato.
E se adesso ti stai chiedendo quali Fiori di Bach sto usando, non te lo dirò.
Non perché sia un segreto.
Semplicemente perché quei Fiori servono a me, alla mia memoria, alla mia storia e al modo preciso in cui quell’esperienza si è impressa nel mio corpo emotivo.
Non esiste un protocollo per “l’angoscia della sera”.
Esiste la persona.
Esiste la sua storia.
Esiste la memoria che ancora risuona.
Ed è lì che si costruisce la sua miscela.




