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COL SENNO DI POI, È TUTTO PERFETTO
A tutti sono capitati periodi duri e difficili nella vita. Momenti in cui ci si ritrova con la testa tra le mani a chiedersi il senso di alcune sofferenze, nostre o altrui. Quando siamo coinvolti, ripercorriamo i fatti, cerchiamo spiegazioni e immaginiamo ciò che avremmo potuto fare diversamente, ma perdiamo la lucidità necessaria per comprendere ciò che sta accadendo.
Conosco bene quella posizione. Anch’io ho cercato un senso mentre ero ancora troppo dentro alla situazione per vederlo. Avevo domande, rabbia, paura e il desiderio che le cose fossero diverse.
Oggi so che pretendere di comprendere subito una tempesta può diventare un’ulteriore violenza verso noi stessi. Prima occorre reggere ciò che sentiamo e concederci il tempo di arrivare alla domanda giusta.
Soltanto dopo possiamo chiederci: che cosa mi sta mostrando di me questa esperienza? Quale paura o ferita sta influenzando il modo in cui la sto vivendo?
Queste risposte non sono arrivate all’improvviso. Le ho raggiunte attraversando il dolore che la vita mi stava imponendo e non posso negare che i Fiori di Bach abbiano avuto un ruolo fondamentale: ampliando la mia coscienza e riportandomi a me stessa, mi hanno permesso di vedere, nel tempo, ciò che nel pieno del dolore non riuscivo ancora a comprendere.
Questo non significa attribuire al dolore un valore positivo, né convincerci che ogni sofferenza contenga necessariamente una lezione. Esistono esperienze che feriscono, sconvolgono e lasciano conseguenze profonde. Cercare di nobilitarle mentre le stiamo vivendo rischia soltanto di allontanarci da ciò che sentiamo.
Con il tempo, però, possiamo scegliere che cosa fare di ciò che abbiamo vissuto: restare imprigionati nella ferita oppure permettere all’esperienza di mostrarci una parte di noi che avevamo ignorato.
A volte emerge una paura che ha guidato per anni il nostro modo di reagire. Altre volte riconosciamo una fragilità che avevamo nascosto o una verità che continuavamo a negare. Il dolore non rende automaticamente migliori, ma può incrinare le nostre certezze e aprire uno spazio nel quale ciò che era rimasto nascosto diventa finalmente visibile.
Il cambiamento riguarda la consapevolezza che emerge da ciò che è accaduto. Quando ciò che abbiamo riconosciuto smette di restare soltanto una comprensione mentale e modifica realmente il nostro campo, la paura può trasformarsi in fiducia, l’impotenza in coraggio, lo smarrimento in una presenza più consapevole. L’esperienza appartiene al passato e noi siamo diventati persone diverse da quelle che l’hanno vissuta.
È allora che il senno di poi mostra la sua perfezione: quando da ciò che ci ha travolto emerge una coscienza nuova, capace di riportarci verso noi stessi.
Domanda: guardando indietro, c'è un'esperienza che senti di non aver ancora integrato?




