
L’amore sotto controllo
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L' INSICUREZZA DEL TROPPO AMORE
A volte anche una decisione semplice ti pesa più del dovuto, scegliere da solo ti mette addosso un’inquietudine che non sai spiegare. A volte cerchi subito un parere esterno; altre fai l’opposto e diventi brusco, avventato, quasi ribelle, come se l’unico modo per sentirti libero fosse strapparti di dosso ogni controllo. Non sempre questo nasce da un’infanzia in cui l’amore è mancato. A volte nasce anche da un’educazione in cui l’amore c’era, ma ti è arrivato in un modo troppo presente, troppo pieno, troppo invadente per lasciarti costruire davvero fiducia in te stesso.
Ed è qui che un figlio adulto si confonde. Se sai di essere stato amato, fai più fatica a riconoscere che proprio dentro quell’amore possano essersi formate le tue insicurezze. Ti sembra quasi di essere ingiusto con loro, anche al solo pensiero. Come se vedere una ferita volesse dire negare tutto il bene ricevuto. Eppure riconoscere una conseguenza non cancella l’amore; ti aiuta a vedere l’effetto che quel modo di amarti ha avuto sulla tua crescita.
Un genitore iper presente non trascura; spesso fa troppo. Previene, corregge, osserva, teme, decide, interviene, si sostituisce. Magari lo fa per proteggerti, ma intanto occupa lo spazio in cui tu avresti dovuto provare, sbagliare, misurarti, sentire di potercela fare. Così, invece di costruire una stima interna stabile, puoi crescere con una specie di supervisore dentro la testa: una voce che ti controlla, ti corregge, ti fa dubitare e ti spinge a cercare approvazione prima ancora di ascoltare ciò che senti.
Da adulto questa ferita non si presenta in un solo modo. A volte ti rende compiacente, adattato, sempre attento a non deludere. Altre volte esplode al contrario: rifiuti consigli, reagisci male, tagli corto, scegli di scatto, pur di non sentire di nuovo qualcuno sopra di te. Sottomissione e ribellione possono avere la stessa radice: non esserti sentito davvero libero di esistere senza essere guidato, corretto o trattenuto.
Per questo il poco amore e il troppo amore, pur partendo da storie diverse, possono lasciare segni molto simili: disistima, incertezza, paura di sbagliare, bisogno di conferme, difficoltà nei confini, dipendenza affettiva, confusione tra amore e adattamento. In un caso è mancato il nutrimento; nell’altro è mancato lo spazio. E senza nutrimento o senza spazio il sé non cresce in modo pieno.
Guardare tutto questo non serve per fare un processo ai genitori. Molto spesso hanno fatto quello che potevano con gli strumenti che avevano. Il punto è un altro: smettere di cancellarti per proteggere l’idea che hai costruito della tua storia. Arriva un momento in cui hai bisogno di dirti una verità scomoda ma liberante: “sì, sono stato amato, ma dentro quell’amore c’erano anche modalità che oggi vedo attraverso l’insicurezza, la dipendenza, la difficoltà a stimarmi e a sentirmi davvero autonomo e indipendente”.
È anche per questo che, nel mio lavoro, i Fiori di Bach non sono un’aggiunta gentile, ma rimedi naturali che aiutano a riequilibrare il corpo emotivo proprio nei punti in cui queste memorie sono rimaste attive. Perché puoi capire tutto con la testa e continuare a reagire come prima, oppure riequilibrare quelle memorie interne di controllo, colpa, allarme o dipendenza, iniziando poco alla volta a sentirti più stabile, più libero, più tuo.
Quando queste memorie iniziano a riequilibrarsi, non cambi perché diventi un’altra persona; cambi perché smetti di vivere sotto una pressione interna che non ti appartiene più. Ti senti più libero nel scegliere, più stabile nel sentire, meno costretto a compiacere o a ribellarti per esistere. E in quello spazio nuovo, più calmo e più tuo, cominci finalmente a fare esperienza di una cosa che forse ti è mancata per molto tempo: poterti appartenere senza paura.





