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2 Dicembre 2025Le sei forme di assenza e il ritorno a sé con i Fiori di Bach
Ci sono momenti in cui cammini dentro ciò che ti è stato consegnato, eppure non lo guardi. Lo tieni in mano come un pacco che temi di scartare, come se dentro ci fosse qualcosa di troppo grande o troppo fragile. È il presente che si offre come un dono e che molti lasciano chiuso, perché accoglierlo significa sentire davvero. E sentire è un atto di coraggio più che di comodità.
Esistono anime che vivono in luoghi che non esistono, sospese tra immagini che affascinano più del mondo reale, sempre un passo oltre ciò che accade. Altre restano inchiodate a un ieri che prometteva più di oggi, così impegnate a ricordare da dimenticare di respirare. Poi ci sono quelle che hanno smesso di aspettarsi qualcosa, che si sono arrese con una lentezza silenziosa, lasciando che la vita passasse al posto loro perché muoversi sembrava troppo.
Accanto, quasi senza farsi notare, c’è chi ha bruciato ogni energia e non ha più scintille da accendere, chi è prigioniera di un pensiero che si morde la coda e non la lascia in pace, chi viene inghiottita da una malinconia improvvisa che scende come una notte anticipata. Sei modi diversi di essere lontana proprio mentre tutto ti chiama vicino.
Quando entri in queste frequenze non lo riconosci subito: sembra solo stanchezza, distrazione o carattere. In realtà è uno slittamento interiore, un passo fuori dal tuo asse. Ed è qui che i rimedi naturali dei Fiori di Bach diventano non una soluzione, ma uno strumento di riaccordatura, come se riportassero il suono giusto nelle parti che avevano iniziato a vibrare storte. Non cambiano ciò che vivi, cambiano come ci sei dentro.
L’ombra di queste sei forme di assenza ti trascina: ti fa sognare troppo per costruire davvero, ti lega a un ricordo che non torna, ti spegne la volontà fino a farti dire “non importa più”, ti svuota di forza, ti intrappola in pensieri che non smettono di girare, ti fa cadere in un buio che arriva senza motivo. È un modo lento e sottile di smettere di ascoltare ciò che ti succede mentre succede.
La luce è l’altra faccia della stessa strada, e quando torni a percorrerla lo percepisci nell’aria: gli occhi si appoggiano sul qui, il corpo riprende tono, la mente smette di correre, la voce interna diventa più chiara. Nell’ombra ti senti trascinata verso il basso, nella luce senti di tornare in asse. Nell’ombra sei lontana da te, nella luce rientri.
E allora capisci che il dono non è l’evento, ma la tua presenza dentro l’evento. Non serve essere perfetta, brillante o pronta: serve esserci. Perché ogni volta che ci sei, anche solo per un respiro, la tua frequenza cambia. E quando cambia la tua frequenza, ciò che vivi si apre come un pacco che non avevi mai avuto il coraggio di scartare.





