Fiori di Bach per gli Stati d'Animo Associati all'Ipotiroidismo

Il significato psicosomatico dell'Ipotiroidismo

QUANDO LA TIROIDE RACCONTA LE EMOZIONI TACIUTE

Ci sono territori del corpo che appartengono alla medicina e lì devono restare: l’attività della tiroide, l’ipotiroidismo, la produzione ormonale, le diagnosi, le terapie, gli esami di controllo. Tutto questo è competenza esclusiva del medico. Accanto a questo però esiste una lettura psicosomatica che può aiutare a vedere le parti del carattere che fanno soffrire da tempi senza memoria, quelle lacune affettive e fragilità dimenticate che nel tempo hanno abbassato la frequenza vitale. Lavorare su questi nodi interiori, anche attraverso i Fiori di Bach, significa cambiare vibrazione profonda, e quando la frequenza interiore si trasforma, tutto il sistema, corpo compreso, può beneficiarne e trovare un nuovo modo di funzionare.

Quando la tiroide rallenta, rallenta tutto il paesaggio interiore. I pensieri diventano più lenti, il cuore sembra battere con un passo in ritardo, il freddo arriva troppo presto e si fa fatica a scaldarsi, la stanchezza non è più solo fisica ma esistenziale. La pelle si ispessisce, i capelli si fanno secchi e stopposi, il raffreddore diventa un compagno cronico, come se il corpo vivesse in un inverno che non passa mai. Sotto questi segni però si nasconde una matrice emotiva precisa: la sensazione di non essere mai stati davvero curati, nutriti, protetti, come se nessuno avesse compensato una carenza di base, nello iodio del corpo e nella cura dell’anima.

Chi porta questo terreno spesso convive con una tristezza antica e sottile, più sedimentata che esplosiva, generata dall’esperienza di un’infanzia in cui non c’è stato qualcuno che si prendesse cura fino in fondo. Da piccoli ci si è dovuti arrangiare, senza una figura di riferimento che dicesse “tu sei importante per me”, senza calore costante, senza quello sguardo che ti fa sentire unico. Di conseguenza, da adulti è difficile capire che cosa manca davvero, difficile dare un nome alle emozioni, difficile fidarsi del proprio sentire. I sentimenti diventano ottusi, lacerati, incompleti, come se il cuore non avesse mai imparato a funzionare a pieno regime.

Nel tempo questa carenza alimenta anche un’altra corrente: una rabbia che non trova mai una via sana per esprimersi. È un’aggressività naturale che non è stata autorizzata, che non ha potuto difendere, dire “no”, delimitare i confini. Così viene repressa, rivoltata verso l’interno, trasformata in apatia e rassegnazione. In superficie può emergere la tendenza ad accusare il mondo e gli altri dei propri guai, a sentirsi vittime di ingiustizie, ma sotto questa dinamica agiscono forti sensi di colpa, spesso non riconosciuti, che schiacciano e impediscono il movimento. È una matematica emotiva che non torna mai: “soffro, ma non so bene perché, so che ce l’ho con qualcuno, ma in fondo ce l’ho anche con me”.

Questo intreccio influenza il modo di stare in relazione. Chi vive questo rallentamento interno fatica ad abbandonarsi, a fidarsi, a lasciarsi toccare davvero. Il contatto con gli altri diventa superficiale, corretto, educato, ma poco coinvolgente. Quando la vita offrirebbe la possibilità di appoggiarsi a qualcuno, qualcosa dentro si ritrae, perché non avendo mai sperimentato un legame sicuro e nutriente è quasi impossibile riconoscerlo. La mente rallentata e, nei casi più gravi, la depressione e l’inibizione delle capacità intellettive, rinforzano l’idea di non essere all’altezza, di non avere abbastanza energia per partecipare pienamente alla propria vita.

È proprio in questa trama che i Fiori di Bach possono diventare un ponte tra il linguaggio del corpo e quello dell’anima. Ci sono essenze che parlano direttamente alla tristezza di chi non è mai stato accudito, altre che lavorano sul rancore verso chi viene percepito come responsabile del proprio dolore, altre ancora che alleggeriscono i sensi di colpa profondi e danno una via espressiva a quell’aggressività bloccata che avrebbe dovuto proteggere e invece è rimasta congelata. Esistono Fiori che, sul piano transpersonale, sostengono proprio la tiroide quando sembra aver perso il controllo del proprio ritmo e del suo normale funzionamento, aiutando a riportare ordine dove la vita si è rallentata troppo a lungo, mentre sul piano emotivo accompagnano il soggetto a ritrovare la capacità di dire “io ci sono, io valgo, io posso reagire”.

Alla radice di tutto resta la stessa parola: carenza. Non soltanto biologica, ma affettiva, relazionale, identitaria. Quando questa carenza parla attraverso il corpo non lo fa per condannare, ma per richiamare l’attenzione su ciò che è rimasto indietro. La lettura psicosomatica, unita al lavoro sottile dei Fiori di Bach, permette di portare luce proprio lì dove la vita si è spenta, insegnando al sistema a vibrare su una frequenza più alta, più calda, più coerente. Da quel cambio di frequenza non guadagna solo la tiroide, ma l’intera persona, che lentamente può imparare cosa significa sentirsi finalmente nutrita, dentro e fuori, e ricominciare a camminare al passo con la propria esistenza.

 

PREMESSA: la descrizione psicosomatica é a cura della dott.ssa Zanardi alla quale sono stati aggiunti da me gli stati d’animo che generalmente sono presenti nelle persone con questo malessere.
I Fiori di Bach indicati di seguito (i nomi per intero dei fiori di Bach si trovano nel libro) hanno lo scopo di indirizzare le persone verso l’inizio di un percorso di consapevolezza emotiva che permetta loro di avere un quadro più completo di se stesse.
Ricordiamo che la regola di base del dottor Edward Bach era: Cura la persona e non la malattia.

Lettura Psicosomatica

Rallentata attività della tiroide e insufficiente apporto ormonale alle cellule.

Il linguaggio psicosomatico esprime tristezza perché nessuno si è mai preso cura del soggetto. La carenza di iodio non viene compensata, rallentando di conseguenza lo scambio nei tessuti. Il cuore batte più lentamente, ci si raffredda subito, la pelle si ispessisce, i capelli diventano secchi e stopposi, si soffre di raffreddore cronico e ci si sente sempre stanchi e senza energia.

L’ipotiroidismo colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini a causa di un rallentamento globale delle attività fisiologiche.

Tale patologia può condurre alla depressione e a un’inibizione delle capacità intellettive nei casi più gravi.

Generalmente tali soggetti addossano la colpa dei loro guai al mondo e agli altri; questo è un modo per eludere i forti sensi di colpa che li schiacciano. Rassegnazione interiore e apatia sono sintomi primari, così come l’incapacità di esprimere aggressività. Tendenzialmente sono soggetti che hanno vissuto l’abbandono nell’infanzia o, comunque, si sono sentiti lasciati a se stessi: è difficile capire cosa manchi loro davvero, ma la causa del malessere è una carenza.

Da piccoli sono stati trascurati, quindi per loro è impossibile definire emozioni che non hanno mai sperimentato. Per questo sono spesso incerti o confusi nel dare una definizione al loro malessere. Sicuramente non hanno mai avuto un legame con una figura di riferimento adulta che li facesse sentire unici. Per tanto hanno sviluppato sentimenti lacerati, ottusi, incompleti.
Non avendo mai sperimentato sentimenti veri, hanno difficoltà a lasciarsi andare e a fidarsi degli altri. Il contatto relazionale è dunque superficiale e poco coinvolgente.

Fiori di Bach Associati

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’ipotiroidismo è rappresentato dall’essenza S.C., in associazione alla percezione legata sia all’assenza delle cure che il soggetto ha subito, sia all’incapacità di esprimere la rabbia e l’aggressività che questo comporta.

Ulteriori essenze da assumere sono: W. per il rancore verso chi si reputa responsabile del proprio dolore, P. per i sensi di colpa. In ultimo, l’essenza C.P. aiuta il riequilibrio della tiroide che sembra aver perso il controllo di sé e del suo normale ed efficiente funzionamento (principio transpersonale), oltre che apportare equilibrio nell’incapacità di esprimere la propria aggressività.

NOTA BENEQuesto testo è tratto dal libro Alternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da © Copyright.
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