Bronchite e Fiori di Bach

Come i Fiori di Bach e la psicosomatica possono aiutare a gestire gli stati d'animo presenti in chi soffre di Bronchite

BRONCHITE: TOSSIRE LA RABBIA INESPRESSA

A volte il corpo non grida, tossisce. E in quella tosse che graffia i bronchi e scuote il petto c’è un messaggio che vuole farsi strada, perché la bronchite non è solo un’infiammazione, né solo il risultato di fumo, smog o virus, è anche un modo in cui la vita ci costringe a sentire ciò che abbiamo evitato troppo a lungo. Tosse, catarro, febbre e fiato corto diventano la lingua ruvida con cui l’emotività soppressa prova a parlare. Questa è una lettura integrativa, non sostituisce cure, medici o medicine, ma amplia lo sguardo.

La bronchite rivela che qualcosa del mondo è diventato "irritante". La persona bronchitica vive un ribrezzo sottile verso ciò che la circonda, una furia trattenuta che non trova parole e allora cerca uscita attraverso il respiro. È un territorio emotivo denso, fatto di aggressività nascosta, malinconia, trascuratezza, solitudine, come se ogni distacco aprisse una ferita che non si rimargina. Non sorprende che molti episodi compaiano dopo un abbandono definitivo, un lutto, un divorzio, una rottura che il corpo non riesce a lasciar andare.

Dietro ogni espettorazione c’è una storia che preme. “Ti tossisco addosso, ti mostro la mia rabbia” è il gesto involontario di chi non ha potuto dirla, quella rabbia. Il sistema immunitario cede terreno proprio quando l’anima è stanca, e la mucosa bronchiale diventa il campo dove si deposita tutto ciò che non è stato espresso. Chi soffre di bronchite ha spesso vissuto in ambienti dove trattenere era necessario: trattenere emozioni, bisogni, oggetti, affetti. Il muco diventa una metafora vivente, l’incapacità di lasciare andare ciò che fa male e allo stesso tempo la disperata richiesta di attenzione.

Le separazioni per queste persone non sono eventi, sono malattie. Ogni distacco è un terremoto emotivo che non si elabora davvero, si rimuove. È per questo che chi tossisce e si congestiona spesso “piange” attraverso le mucose invece che dagli occhi. Si resta attaccati a ciò che è andato via perché non si accetta la morte simbolica che ogni cambiamento porta con sé. La bronchite diventa allora il teatro di un lutto non vissuto, un richiamo del corpo a fare i conti con ciò che è stato perso.

Le dinamiche emotive profonde mostrano un accumulo di ciò che non è stato digerito interiormente, non nel senso medico ma nel senso emotivo, perché quando qualcosa resta incastrato dentro diventa denso come il muco che ostruisce i bronchi. In questo territorio i Fiori di Bach possono facilitare uno scioglimento interiore: aiutano a elaborare ciò che è rimasto bloccato, a liberare il flusso emotivo trattenuto troppo a lungo, come un vento che attraversa finalmente una stanza rimasta chiusa. È un lavoro di pulizia simbolica, un alleggerimento della pressione interna che permette al respiro emotivo di tornare a muoversi.

La cronicità non è soltanto la ripetizione del sintomo, è la sensazione di vivere dentro un ciclo che non cambia mai. In questo percorso interiori i Fiori di Bach offrono una lettura amplificata del tormento: alcuni permettono di riconoscere dove ci stiamo logorando da soli, altri aiutano a prendere coscienza di ciò che il corpo sta tentando di comunicare attraverso l’infiammazione. Non agiscono sul muco o sull’infezione, ma sulla storia emotiva che si intreccia con quei segnali, come se illuminassero il retrobottega della bronchite, mostrando da quale punto della vita si è originato il nodo.

Il tema dell’abbandono, nella bronchite, non è un cliché: è una ferita precisa, spesso antica, che riemerge ogni volta che la vita toglie qualcosa o qualcuno. In questo campo emotivo i Fiori di Bach lavorano in modo complementare: alcuni sostengono la ricostruzione del senso di appartenenza quando ci si sente messi da parte, altri aiutano a sciogliere la rigidità interiore creata da traumi emotivi non metabolizzati, a livello fisico emozionale. È come restituire al corpo la possibilità di respirare dove prima c’era solo trattenimento. La bronchite diventa allora la traccia di un addio non integrato, un dolore rimasto sospeso che cerca una via per essere finalmente riconosciuto.

La bronchite, in fondo, non è mai solo bronchite. È un ponte tra ciò che non riusciamo a lasciar andare e ciò che il corpo non vuole più trattenere. In quella tosse che scuote tutto c’è la possibilità di ascoltare un dolore antico che sta bussando da troppo tempo, chiedendo aria.

 

PREMESSA: la descrizione psicosomatica é a cura della dott.ssa Zanardi alla quale sono stati aggiunti da me gli stati d’animo che generalmente sono presenti nelle persone con questo malessere.
I Fiori di Bach indicati di seguito (i nomi per intero dei fiori di Bach si trovano nel libro) hanno lo scopo di indirizzare le persone verso l’inizio di un percorso di consapevolezza emotiva che permetta loro di avere un quadro più completo di se stesse.
Ricordiamo che la regola di base del dottor Edward Bach era: Cura la persona e non la malattia.

Lettura Psicosomatica

E' un’infiammazione della mucosa bronchiale per cause tossiche (fumo, smog, ecc.) o infettive (batteri e virus). Si manifesta con tosse, catarro, dispnea e spesso febbre.

Nel linguaggio psicosomatico il paziente bronchitico ci dice che il mondo gli fa ribrezzo, che è furibondo con tutti e si sente abbandonato. È caratterizzato da tratti negativi, aggressivi, da malumore e depressione. Mostra un senso di abbandono, trascuratezza e solitudine. Si manifesta, spesso, dopo un abbandono definitivo (lutto o divorzio) da parte di una persona cara. La bronchite nasconde dei conflitti irrisolti.

Il sistema immunitario si indebolisce e crea il presupposto per una bronchite. “Ti tossisco addosso, ti dimostro la mia rabbia” è il modo del bronchitico di esprimere la propria aggressività. Tali soggetti sono cresciuti in famiglie dove il prendere e il tenere per sé sono stati fondamentali. La vita è costellata da separazioni, ma la bronchite rivela l’incapacità di lasciar andare e vivere il lutto. Le persone che tossiscono e hanno il raffreddore piangono attraverso le loro mucose, anziché gli occhi. Chi ritiene che le separazioni siano delle malattie, soffrirà di bronchite.

Fiori di Bach Associati

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per un bronchitico è rappresentato dall’essenza C. A., che per il principio transpersonale è indicato in casi ove siano presenti delle impurità o delle ostruzioni: in questo caso tale ruolo viene ricoperto dal muco prodotto dai bronchi infiammati. W. ha 2  funzionalità: quella di far rientrare la rabbia accumulata negli anni e quella legata al principio transpersonale della cronicità.

In molti casi la cronicità di una patologia è vissuta come un vero e proprio tormento; l’essenza A. è indicata sia per liberarsi da ciò che si ritiene un tormento, sia per prendere coscienza di ciò che si somatizza attraverso la bronchite.

Per i bronchitici le separazioni sono dolori insormontabili che non riescono a superare, anzi rimuovono. Questo vissuto si rifà alle essenze S. C. e S. of B. in quanto, rispettivamente, la prima riequilibra il senso di abbandono profondo che si può provare in un distacco, la seconda scioglie il blocco energetico causato da ciò che il soggetto considera un trauma emotivo.

Aggiungo che spesso nei bambini è presente la “tosse” e il motivo può essere legato alla rabbia dovuta ai “no” che ricevono nel periodo educativo; in tal caso l’essenza H. può aiutare a elaborare la rabbia permettendo una migliore accettazione dei “no” e delle regole educative imposte dai genitori.

NOTA BENEQuesto testo è tratto dal libro Alternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da © Copyright.

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