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Ci sono donne che vengono amate, desiderate, cercate, eppure dentro sentono un vuoto che non sanno spiegare. Non è solitudine. Non è assenza di attenzione. È qualcosa di più sottile e più destabilizzante: la sensazione di non essere viste davvero. Perché per alcune donne la comprensione è più erotica dell’amore. Sentirsi comprese accende il corpo, lo rende vivo, presente. Non sentirsi comprese lo spegne, lentamente, senza rumore.
Il tuo partner ti vede davvero?
L'AMORE È ESSERE VISTI
Ci sono donne che vengono amate, desiderate, cercate, eppure dentro sentono un vuoto che non sanno spiegare. Non è solitudine. Non è assenza di attenzione. È qualcosa di più sottile e più destabilizzante: la sensazione di non essere viste davvero. Perché per alcune donne la comprensione è più erotica dell’amore. Sentirsi comprese accende il corpo, lo rende vivo, presente. Non sentirsi comprese lo spegne, lentamente, senza rumore.
All’inizio non è evidente. Fuori la relazione funziona, le parole ci sono, i gesti anche. Ma dentro nasce un pensiero che ritorna sempre uguale: “Non mi vede davvero.” Non è una frase che riguarda ciò che l’altro fa, riguarda ciò che l’altro non coglie. Non coglie la tua profondità, non coglie il tuo linguaggio invisibile, non coglie ciò che senti prima ancora di dirlo. E così inizi a spiegarti, poi a spiegarti meglio, poi a spiegarti troppo. E quando devi spiegare troppo, non sei vista, sei tradotta.
A quel punto qualcosa cambia, smetti di aprirti. Diventi più gentile, più adattata, più semplice. Non perché lo sei, ma perché hai capito che essere davvero te stessa non viene riconosciuto. Il corpo lo sa prima della mente. Si ritrae, perde slancio, perde desiderio, perché manca lo spazio dove esistere senza ridurti.
Questo bisogno non nasce oggi. Nasce quando, molto presto, hai imparato che essere capita, vista e accolta non era scontato. Che dovevi modularti, renderti leggibile, diventare la versione più facile di te stessa per mantenere il legame. Così hai sviluppato un’abilità straordinaria: capire gli altri. Sentire ciò che provano, anticiparli, accoglierli, ma sai che raramente qualcuno ha fatto lo stesso con te.
Per questo la comprensione, quando arriva, ha qualcosa di profondamente erotico. Non è sessuale, è esistenziale. È il momento in cui puoi smettere di difenderti, smettere di spiegarti, smettere di ridurti. È il momento in cui torni intera, senza più il bisogno di essere tradotta per esistere.
I Fiori di Bach lavorano proprio in questo spazio invisibile, dove per anni ti sei adattata per non perdere l’amore. Non cambiano ciò che sei, sciolgono ciò che ti ha insegnato a nasconderti. E quando non hai più bisogno di essere ridotta per essere accolta, accade qualcosa di semplice e potente: non cerchi più qualcuno che ami soltanto l'apparenza, la superficie, ma qualcuno che sappia vederti, e a quel punto ti accorgi che la prima a farlo, finalmente, sei tu.
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Per molti anni ho cercato di venire a capo delle cause emotive nascoste dell'ipocondria. Col tempo ho capito che una sola causa non esiste. La manifestazione ipocondriaca può affondare le radici in vissuti molto diversi: una grave malattia vissuta in famiglia, la paura della morte, un senso profondo di rifiuto o altre esperienze che hanno lasciato dentro una memoria emotiva di minaccia e vulnerabilità. Eppure sentivo che mi sfuggiva ancora qualcosa.
«Sono stato solo per un anno. Stavolta saprò scegliere.»Per molto tempo anch’io ho pensato così.Tra una relazione e l’altra potevano passare mesi, a volte anche anni. Dopo il dolore della fine tornavo lentamente a stare bene. Riprendevo la mia vita, le mie abitudini, le mie giornate. E quel tempo trascorso da sola diventava, ai miei occhi, la prova che qualcosa di importante dentro di me fosse cambiato.«Vedi? So stare da sola», mi dicevo.Da lì arrivava quasi naturalmente un altro pensiero: «La prossima volta sarà diverso. Adesso ho capito. Saprò scegliere meglio.»Oggi so che era proprio lì uno dei miei punti ciechi.
«Pensa positivo e attirerai cose positive.»Se fosse così semplice, saremmo tutti ricchi, sani e belli.Desideri più soldi, immagini il conto in banca che cresce, ripeti ogni mattina che meriti l’abbondanza. Eppure, dentro, continui a vibrare sulla frequenza di quella memoria antica che ti dice di accontentarti, di non chiedere troppo, che avere di più sia qualcosa che non meriti.Allora cosa sta entrando in risonanza con la tua realtà: il pensiero che ripeti o la frequenza del tuo campo?



