
L’inganno della dualità
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TALENTO RINVIATO
C’è una scena che si ripete e la riconosci al volo, stai guardando un corso, una candidatura, una proposta, senti un sì salire dal ventre e subito dopo arriva il freno, come se qualcuno abbassasse la luce nella stanza proprio quando stavi per vedere bene, e nella testa parte la frase che sembra prudenza ma è solo paura travestita.
La disistima non è timidezza, è una forma di identità costruita sul “sono meno”, la senti nei pensieri automatici, chi ti credi di essere, non è roba per te, loro sì che sono capaci, tu al massimo ce la fai a metà, e poi l’ossessione più subdola, se ci provo e fallisco lo sapranno tutti, se ci provo e riesco dovrò reggere un livello più alto, meglio non muovere niente.
Quando inizi a riallinearti non diventi improvvisamente coraggioso o coraggiosa come un film motivazionale, succede una cosa più reale, smetti di misurarti in continuazione, non guardi più l’altro come metro, inizi a dire “ci provo” anche senza garanzie, e ti accorgi che il corpo respira meglio, che la mente fa meno processi, che il desiderio non ti sembra più una colpa.
La radice spesso è antica, non nasce oggi, nasce quando essere visto o vista era pericoloso, un errore ridicolizzato, un entusiasmo spento con sarcasmo, un confronto in famiglia dove qualcuno era “quello bravo” e tu eri “quello che deve impegnarsi”, e così hai imparato che per restare al sicuro dovevi essere modesto o modesta, trattenuto o trattenuta, impeccabile, perché esporsi significava dare il fianco all’umiliazione.
Da lì nascono le strategie eleganti che ti tengono fermo o ferma, iperanalisi, devo valutare ogni rischio, rinuncia preventiva, tanto non fa per me, comfort zone spacciata per maturità, meglio non rischiare di fallire, e dentro continua a vivere un orgoglio segreto, perché tu in fondo lo senti che potresti di più, solo che non vuoi entrare in conflitto con l’idea che hai di te, quella che ti tiene piccolo o piccola ma “al sicuro”.
Il punto non è ripeterti credi in te, quello serve quanto un cerotto su una crepa strutturale, qui si lavora sulla menzogna originaria che ti ha insegnato a sopravvalutare gli altri e a sottovalutare te, ed è esattamente il terreno in cui i rimedi naturali dei Fiori di Bach diventano preziosi, perché aiutano a cambiare la qualità della tua risonanza emotiva, come se ti mettessero un nuovo paio di occhiali, più realistici, meno punitivi.
Quando quella frequenza cambia, accade il miracolo sobrio, mandi quella mail, ti candidi, chiedi quella responsabilità, ti esponi anche senza certezza di vincere, e capisci che la disistima non ti proteggeva dal fallimento, ti rubava la possibilità di scoprire chi sei davvero, e da lì inizia una vita che non chiede più permesso per esistere.
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