Indipendenza emotiva e Fiori di Bach
Ci sono momenti della vita in cui il dolore non è qualcosa che si prova, è qualcosa che si è. Non dici più “sto soffrendo”, ma “sono così”, come se quella ferita avesse preso il posto del tuo nome. Ed è una fase comprensibile, umana, a volte persino necessaria. Quando qualcosa fa molto male, l’io si ritira lì dentro per sopravvivere. Non va giudicata, non va accelerata, non va corretta. Va attraversata.
Trasformare il dolore in concime
9 Gennaio 2026
Da qualche parte, molto presto, hai imparato che l’amore non era scontato. Che bisognava meritarselo. Bastava poco per perderlo: una parola di troppo, un’emozione fuori posto, un bisogno espresso nel momento sbagliato. Così hai iniziato ad adattarti, a sorridere quando stringeva, a trattenere la rabbia, a dare più di quanto avevi, sperando che quel “troppo” fosse finalmente abbastanza per essere scelta.
Ingiustizia: frequenza interiore
9 Gennaio 2026
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