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Ci sono momenti in cui la mente corre così veloce da non accorgersi che è vuota, e altri in cui il silenzio interiore pesa più del rumore esterno. È in quei margini sottili che si manifesta il settimo chakra, non come idea spirituale, ma come sensazione concreta: un distacco, un vuoto, una distanza da sé che non sappiamo spiegare, ma che riconosciamo subito quando la tocchiamo.
Chiamo questo stato il “punto più alto della solitudine”, quel luogo in cui cerchi risposte, ma sembra che tutto si dissolva prima che tu possa afferrarlo. La confusione mentale, l’iper-razionalità, la sensazione di essere “fuori dal proprio asse” non sono limiti: sono segnali. Sahasrara parla così quando non fluisce.
E la verità, per quanto scomoda, è semplice: non stai pensando troppo; stai pensando al posto della tua coscienza. Il settimo chakra perde luminosità quando l’inconscio è saturo di memorie che abbassano la frequenza, e quando il corpo emotivo custodisce dolore che non è mai stato elevato in significato. È qui che i rimedi naturali entrano come catalizzatori: allentano le tensioni vibrazionali che imprigionano il pensiero e permettono alla coscienza di espandersi invece di collassare.
Quando Sahasrara torna a fluire, il pensiero si fa più semplice, le domande si alleggeriscono e l’ansia sottile che vive tra petto e fronte smette di tirare. Non arrivi a una risposta: arrivi a una percezione. Una chiarezza che non deriva dallo sforzo, ma da una frequenza che finalmente si riallinea.
E la radice di questo blocco, spesso, non è mistica come crediamo: è terrena. È l’incapacità di fidarsi della propria guida interiore, è la paura di sbagliare direzione, è l’eccessiva dipendenza da ciò che è logico, sicuro, visibile. Il settimo chakra si spegne quando smettiamo di credere nella parte più ampia di noi.
Nel libro ho scelto di raccontare Sahasrara non come un concetto, ma come un’esperienza. Ogni pagina ti accompagna a sciogliere le memorie che appesantiscono la mente, con pratiche, test ed esercizi che riportano luce dove per anni hai tenuto chiuso. E ciò che i rimedi naturali fanno è semplice e potente: riallineano la frequenza, liberano il canale, permettono alla verità superiore di emergere senza sforzo.
Alla fine, il settimo chakra non chiede devozione: chiede presenza. E quando inizi a sentirlo non come un simbolo, ma come un movimento interno, il desiderio di salire un po’ più in alto non nasce dalla testa, ma dalla coscienza che finalmente si ricorda di sé.





