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17 Novembre 2025Sano egoismo: quando il corpo parla e il cuore si ritrova
Ce lo dicevano come se fosse una virtù: “Ogni tanto pensa a te”, “Devi imparare a dire di no”, “Devi volerti più bene”. Ma poi, quando davvero lo facevi, qualcosa cambiava nello sguardo degli altri. Improvvisamente diventavi egoista, ingrato, distante. Così hai imparato a trattenerti. Hai iniziato a scegliere gli altri per paura di deludere, a non disturbare, a far finta che andare sempre incontro fosse amore.
Il “sano egoismo” arriva quando il vaso è già colmo. Quando il corpo lancia segnali che la mente ignora. Quando i ruoli, figlio, madre, padre, amico, partner, professionista sempre disponibile, iniziano a diventare strette armature, identità che non ti rappresentano più. Allora può accadere che qualcosa esploda e si rovesci: si cambia lavoro, si lascia una relazione, si azzera tutto per cercare respiro. Oppure si implode, e il dolore diventa silenzioso: attacchi d’ansia, gastriti, spossatezza, sintomi che parlano con il linguaggio del corpo ciò che non riesci più a dire con le parole.
Eppure, se in quel momento qualcuno ti chiedesse: “Tu chi sei, oltre al ruolo che ricopri?”, sapresti rispondere? Perché è proprio da lì che inizia l’amor proprio: non da un gesto di ribellione, ma dal recupero della propria identità. Non è un atto contro, ma un atto verso. Verso sé. È la verità che si fa scelta.
Il problema è che siamo stati educati a confondere la generosità con il sacrificio, la bontà con la rinuncia, l’amore con la cancellazione di sé. E quando finalmente scegliamo di rispettarci, ci sentiamo in colpa. Quel senso di colpa non è nostro: è ereditato, appreso, cucito dentro. Ci dice che amare sé stessi è egoismo. E allora, pur di non sentirci cattivi, lo chiamiamo “sano egoismo”. Ma l’origine non è l’ego: è la fame di verità che non sappiamo più riconoscere.
Le due leggi universali dell’esistenza ci indicano un altro ordine: “Ama il tuo prossimo COME te stesso”, ma anche “Ama te stesso COME ami il tuo prossimo”. Due direzioni, una stessa frequenza. Perché se ami solo gli altri, ti svuoti. Se ami solo te stesso, ti perdi. L’equilibrio è il punto in cui il tuo cuore smette di scegliere da che parte stare e si ricorda chi è.
I Fiori di Bach non servono a renderti più forte. Ti aiutano a togliere i pesi. Quelli invisibili, che porti da anni senza sapere nemmeno quando li hai presi. Agiscono silenziosamente là dove hai imparato a compiacere per essere amato, a sacrificarti per sentirti buono, a starti stretto pur di non deludere. Non cambiano chi sei: lo liberano. Goccia dopo goccia, ti riportano in ascolto di quella voce che da tempo ti stava aspettando.
Concludendo: tu chi sei, oltre i ruoli?





