Testimonianza del percorso con i fiori di Bach
di Francy

La mia introduzione alla storia di Francesca

Incontrai Francesca in un periodo della sua vita in cui sembrava non appartenerle nulla, nemmeno il respiro. Viveva come se la sua esistenza fosse un servizio pubblico gratuito: sempre disponibile, sempre pronta, sempre lì a sistemare ciò che gli altri rovinavano, a raccogliere ciò che gli altri lasciavano cadere. Era una donna piena di paure, ma non le paure che ti immobilizzano. Erano quelle peggiori, quelle che ti convincono che devi essere utile per avere un posto nel mondo. E così si lasciava usare da chiunque avesse abbastanza bisogno da trascinarla, e abbastanza poca coscienza da non vederla.

Nel nostro primo incontro aveva gli occhi di chi ha rinunciato a se stessa da tanto tempo da non ricordare più come ci si sente a stare al proprio fianco. Eppure, dietro quella resa c’era una volontà sottile, quasi timida, di cambiare rotta. A volte basta quella fessura microscopica nel muro per intravedere la possibilità di una vita diversa. Io la vidi. Lei ancora no, ma fu sufficiente.

Iniziammo a lavorare insieme senza illusioni, perché quando una persona vive in ginocchio per anni non puoi raccontarle che basterà “pensare positivo”. La verità è che servono strumenti che parlino alla parte profonda, quella dove si annidano le radici delle reazioni automatiche, e servono con delicatezza, precisione e presenza. Fu lì che i rimedi naturali entrarono come catalizzatori silenziosi, riorganizzando emozioni, frequenze, ricordi, mettendo ordine dove la sua storia aveva lasciato nodi.

Con il passare del tempo accadde qualcosa di sorprendente, ma non magico: iniziò a vedere che era lei stessa a consegnare il proprio potere agli altri, come si porge un bicchiere d’acqua senza rendersi conto che è l’ultima goccia rimasta. Lo faceva da sempre, lo credeva necessario, lo aveva imparato quando era bambina e pensava che essere scelta significasse essere buona, silenziosa, accomodante. Ma più riconosceva quella dinamica, più iniziava a sottrarsi a essa. Non con rabbia, bensì con consapevolezza.

Un giorno mi disse: “Mi rendo conto che quella che chiede amore così disperatamente non sono io adulta. È la mia bambina interiore.” E lo disse senza vittimismo, senza autocommiserazione, ma con una lucidità disarmante. Era il momento in cui la trasformazione aveva fatto il suo giro completo. Perché quando quella parte fragile viene vista, accolta e finalmente amata da chi siamo oggi, il mondo smette di avere il controllo su di noi.

Gli anni successivi furono un’evidenza continua di questa metamorfosi. Mise confini, scelse, eliminò, creò. Non cercava più di essere indispensabile a nessuno. Era presente a se stessa, centrata, viva, e la sua vita iniziò finalmente a rispecchiare qualcosa che non aveva mai potuto riconoscere prima: il suo valore.

E ogni passo, ogni respiro, ogni nuovo confine, era sostenuto da quel lavoro sottile e costante con i rimedi, che avevano trasmutato le antiche frequenze, sciolto memorie, riorganizzato risposte automatiche. Perché quando la coscienza cambia, anche la vita cambia, e non perché diventa più facile, ma perché smetti di tradirti.

È sempre lì che comincia davvero una storia: quando smetti di chiedere al mondo di amarti e inizi a farlo tu.

Ora lascio la parola a Francesca:

Ho iniziato ad usare i fiori di Bach dopo un grande dolore. Subito ne ho sentito i benefici.
Poi vedendo i vari post sui benefici e su un percorso evolutivo scrissi a Donatella Pecora, anche perché il mio percorso spirituale era già iniziato e volevo fare questo percorso per una crescita maggiore.
La contattai credendo di avere solo un problema da risolvere, invece raccontandomi lei è riuscita ad entrare e a scoprire varie problematiche. Abbiamo iniziato subito a lavorare con i fiori.
Donatella è ed è stata sempre pronta a rispondermi, consolarmi e a supportarmi in questo lavoro.
Ero come uno zerbino tutti, tutti mi passavano sopra e si approfittavano della mia bontà.
Abbiamo trovato dei muri alti e abbiamo fatto fatica a tornare indietro nel tempo. Io non avevo ricordi della mia infanzia e adolescenza… avevo cancellato tutto e per proteggermi mi ero messa in una “bolla” (una realtà mia dove trovavo felicità ).
Andando avanti nel percorso, ci siamo accorte che non conoscevo tutte le emozioni, la rabbia e l’odio erano state scartate dalla mia mente e abbiamo dovuto farle uscire per riconoscerle e poi trasformarle.
La mia anima soffriva e sentivo la mia parte bambina piangere: “perché piangi?”, le chiedevo.
Ora siamo arrivate alla causa: i miei genitori non mi volevano, ero odiata, torturata, picchiata fin dalla nascita.
Per poi arrivare agli abusi e alle violenze.
Ora che siamo arrivate alla radice, i fiori mi aiuteranno a curare l’anima e a trovare pace.
Questo percorso che ancora non è finito mi ha reso più forte, più consapevole. una grande crescita.
Grazie anche a Donatella che con grande professionalità e con un immenso Amore si è presa cura di me.

Grazie.. Francy..

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